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La Battaglia di El Alamein

Durante il 1942, tra la fine di giugno e l’inizio di novembre del 1942, tre principali battaglie ed alcune  azioni militari minori ebbe luogo nel deserto egiziano, presso la località conosciuta come El Alamein. Furono quattro mesi di furibondi combattimenti che capovolsero le sorti del secondo conflitto mondiale, mettendo fine al sogno delle potenze dell’Asse di invadere l’Egitto, e da lì impadronirsi dei preziosi pozzi di petrolio che si trovavano in Iraq e Iran. La scelta del luogo non fu casuale: il deserto in questo punto si restringe formando un passaggio di soli 60 km, delimitato a nord dal mare e a sud dall’inaccessibile depressione di El Qattara; una linea ferroviaria e una strada costiera collegavano l’area ad Alessandria, principale base logistica britannica, distante poco più di 100 km.

 

Il campo di battaglia oggi

Oggi il campo di battaglia occupa circa 80 km di deserto a partire dalla costa, verso sud. Lungo la costa sono presenti insediamenti turistici molto estesi, mentre l’interno è disabitato, ad eccezione di alcune installazioni petrolifere. Sono numerosissime le testimonianze della battaglia, date da postazioni individuali, trinceramenti, piazzole di artiglieria e ripari costruiti dalle due armate che qui si scontrarono  durante l’estate del 1942. Il Progetto El Alamein si prefigge lo studio e la salvaguardia dei luoghi  del campo di battaglia di El Alamein.

 

Che cos’è Il Parco Storico?

Il Parco Storico del Campo di Battaglia di El Alamein è un progetto che prevede il posizionamento di una serie di cippi a basso impatto nei luoghi principali dello svolgimento della battaglia. Il Progetto sarà attuato in due fasi distinte per il fronte meridionale e quello settentrionale. Saranno posizionati al termine del progetto circa 60 segnali sull’intero campo di battaglia secondo itinerari collegati agli scontri principali che lì si sono verificati.

 

Com’è fatto un cippo?

Nella fase iniziale erano stati costruiti dei segnali a imitazione dei cartelli indicatori dell’epoca, che allora avevano lo scopo di favorire l’orientamento in un’area quasi del tutto priva di riferimenti topografici. Il danneggiamento di alcuni di essi da parte di ignoti, ha suggerito di cambiare la tipologia dei cippi, formandoli in cemento armato vibrato.

Ciascun cippo riporta sulla facciata lo stemma della divisione che lì ha combattuto nel 1942, oltre alle indicazioni geografiche delle località, al numero identificativo, e ai nominativi di chi ha contribuito alla sua realizzazione con eventuali dediche.

 

A cosa servono i cippi?

Il posizionamento dei segnali favorisce anche oggi, come allora, l’orientamento lungo il campo di battaglia. Utilizzando pubblicazioni specifiche in corso di realizzazione o software gratuiti come Google Earth e tecnologia GPS sarà possibile ai visitatori eseguite tour virtuali o visitare direttamente i luoghi degli scontri. Inoltre i cippi costituiscono dei punti concreti di conservazione della memoria dei caduti e dei combattenti italiani.

 

I cippi si trovano solo nel deserto?

Alcuni cippi possono essere prodotti in due esemplari e, su richiesta del donatore, essere collocati l’uno nel deserto e l’altro in Italia, per stabilire un collegamento ideale con il campo di battaglia. Il cippo italiano, omologo di quello “desertico”, potrà essere collocato ad esempio in un parco cittadino, piazza, scuola, caserma, sede di sezione d’arma o altro.

 

Com’è finanziato il Parco Storico?

Il Parco non gode di finanziamenti statali ed è interamente sostenuto dalle sottoscrizioni di singoli donatori. La posa avviene attraverso il lavoro dei volontari che, autofinanziandosi,  si recano nel deserto. I costi economici per la realizzazione sono in parte supportati da sponsor privati.

 

Chi può donare un cippo?

Chiunque, privato cittadino o istituzione, può donare un cippo. La donazione è aperta in particolare alle Associazioni d’Arma, specialmente a coloro che hanno combattuto in terra d’Africa. I cippi saranno collocati durante le prossime missioni del Progetto El Alamein con l’obiettivo di completare il Parco Storico entro il 23 Ottobre 2012 in occasione del 70° anniversario della Battaglia. Alla posa, se voluto, potrà partecipare anche la stessa sezione che lo ha finanziato.

 

Come posso donare un cippo?

Donare è semplice. Basta compilare l’apposita scheda e fare il versamenrto [scarica la scheda>>>]

Per ogni informazione scrivere a info@siggmi.it.

E’ possibile donare anche una piccola cifra per essere inclusi della lista dei sostenitori del Parco Storico e iscrivere il proprio nome in uno dei cippi nel deserto. Nella targa che accompagna il cippo è previsto anche uno spazio libero per una dedica personalizzata.

 

 

 

 

Ringraziamenti

L’attività organizzativa è stata condotta da Siggmi nell’ambito del Progetto El Alamein. Hanno collaborato alla realizzazione del Parco e dei Cippi: Aldino Bondesan, Walter Amatobene, Antonio Cardinali, Lamberto Fabbrucci, Nicola Petrella e Flavia Breda. La fase di progettazione è stata portata avanti in collaborazione con l’Ente Scuola Edile di Piacenza e l’Avamposto Siggmi di Piacenza. L’esecuzione dei primi segnali è stata sponsorizzata da Claudio Paggiola – Logistica Paggiola srl e Giovanni Furlanis – Lav.In. srl. I trasporti sono stati organizzati e in parte finanziati da www.congedatifolgore.com e da Tarros. La posa è avvenuta durante le missioni Anpdi, con l’aiuto dei paracadutisti Folgore e di altri volontari. Parte di cippi è stata donata da un cospicuo numero di donatori, citati nella rivista “Folgore!” e nei siti web istituzionali.

 

 

Progetto El Alamein – El Alamein Project

    
S.I.G.G.MI. Società Italiana di Geografia e Geologia Militare

via Xola 41/B - 30020 Torre di Mosto (VE)

fax 0421 326532  www.siggmi.it   info@siggmi.it

 

web magazine www.congedatifolgore.com

 

Anpdi – Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia

Il Parco Storico del Campo di Battaglia di El Alamein

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2 gennaio 2012

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