LA FOLGORE A EL ALAMEIN. INTRAPRENDENZA E SPREGIUDICATEZZA DEI GIOVANI PARACADUTISTI

«Andavamo di notte e il giorno dopo stavamo nascosti tra le dune. La notte successiva ci mettevamo in agguato per cogliere di sorpresa qualche pattuglione meccanizzato inglese. Diverse volte mettemmo le mani su gruppi da quattro a sei camionette, catturando non pochi prigionieri. Facemmo fuori anche diverse pattuglie di neozelandesi, che erano quasi sempre ubriachi. Del bottino che facevamo, scatolame e sigarette erano per noi, gli automezzi per il nostro Comando.» (Luigi Frigoli, 19a Compagnia)

MANTENERE L’INIZIATIVA

Nonostante le enormi difficoltà logistiche e la scarsità di equipaggiamenti adeguati, a El Alamein la Folgore conseguì risultati insperati contro forze soverchianti, oltre che per l’estrema determinazione dei suoi uomini, anche per l’adozione di un costante atteggiamento offensivo che portò a sperimentare con successo l’innovativa tattica del “contrassalto preventivo”

INSABBIATI NEL DESERTO EGIZIANO

Declassata di fatto a unità di fanteria, la Divisione si ritrovò nell’agosto 1942, in pieno deserto, priva di adeguato equipaggiamento (mancavano persino gli attrezzi da scavo e i sacchetti a terra, le cucine da campo e le rice-trasmittenti).

Questo il commento di Giambattista Arista, veterano della Divisione Corazzata Littorio:

«Arrivati direttamente dall’Italia, senza un minimo di acclimatazione, i paracadutisti presero posizione vicino a noi. Era già un’idiozia che li impiegassero come fanti, ma quando vidi com’erano combinati mi sentii ribollire. Mancavano praticamente di tutto. E come se non bastasse, li avevano mandati lì, nell’interno del deserto, in luglio, con tanto di pantaloni lunghi chiusi alla caviglia entro pesanti stivaletti da lancio.»

L’assegnazione dell’equipaggiamento della disciolta Divisione Sabratha sopperì in parte alle carenze dei reparti, ma anche l’intraprendenza e la spregiudicatezza dei giovani paracadutisti contribuirono a migliorare la situazione.

IL PRIMO IMPIEGO OPERATIVO

Il IV Battaglione del 187° Reggimento (IV/187°), al comando del Ten. Col. Alberto Bechi Luserna, fu il primo reparto della Divisione ad arrivare in Libia (18 luglio 1942); gli altri (tutti gli effettivi dei Reggimenti paracadutisti 185°, 186° e 187°) seguirono nel breve volgere di alcuni giorni.

Il 27 luglio 1942, ormai al completo in terra d’Africa, la Divisione Cacciatori d’Africa divenne 185a Divisione Folgore.

Lasciata a El Daba tutta l’attrezzatura per l’aviolanci, con grande costernazione dei paracadutisti che vedevano sfumare la possibilità di qualche lancio operativo, la Folgore fu inviata nella zona centro meridionale del fronte di El Alamein, nei settori di Qaret El Abd, Gebel Kalak e nei Passi del Cammello e del Carro, dove si trincerò ai margini della depressione di El Qattara.

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