Caricamento Eventi
Questo evento è passato.

El Alamein 1942
Italiani in guerra sul fronte nordafricano

Orari di apertura

Dal lunedì al giovedì 8.30-17.30
Venerdì 8.30-14.00

 

La mostra fotografica, già esposta con successo a a Venezia presso palazzo Ferro Fini,  arriva al MEVE – Memoriale Veneto della Grande Guerra di Montebelluna e rimarrà visibile ai visitatori sino al 3 marzo 2019.

Le immagini che costituiscono il cuore della mostra ripercorrono le vicende belliche e umane, in particolare italiane, che hanno interessato questo settore del Nord Africa nel corso della seconda guerra mondiale.

Il suo curatore Aldino Bondesan, docente presso l’Università di Padova, sarà ospite del MEVE per la presentazione della mostra e dei suoi contenuti venerdì 25 gennaio ore 20.30.

La serata prevede la presentazione e una visita guidata d’eccezione alla mostra.

Il ciclo di battaglie di El Alamein, l’ultima di queste in particolare, è un evento iconico della Seconda guerra mondiale, paradigma della guerra nel deserto e, per noi italiani, mito della gloriosa sconfitta.

Tragico epilogo di due anni di conflitto tra le sabbie del Nordafrica, in uno scenario che non era simile a nessun altro nel secondo conflitto mondiale, reca con sé un insieme di complesse problematiche politico-militari, sociologiche e umane.

Ma, al netto di ogni considerazione, oltre a essere storica testimonianza di una battaglia combattuta con disperato coraggio, El Alamein rimane anche fonte di dissenso contro chi, all’epoca, trascinò l’Italia in una avventura militare troppo azzardata.

El Alamein, infine, è il luogo dove, in un grande Sacrario, riposano le spoglie di 5000 caduti italiani; luogo di studi e di ricerche su campo di battaglia, oggi è anche il polo di una enorme espansione urbanistica.

Iniziando dalla sommaria descrizione delle varie fasi della campagna e delle battaglie di El Alamein, attraverso una serie di pannelli fotografici, la mostra conduce idealmente sul campo di battaglia per descrivere la difficile quotidianità dei soldati al fronte. Giusto risalto viene anche dato alla meritoria opera di Paolo Caccia Dominioni, progettista, tra l’altro, del succitato Sacrario.

Pur nella sua semplicità, e priva di accenti retorici, l’esposizione intende stimolare nel visitatore curiosità e interrogativi su fatti ancora poco conosciuti della nostra storia recente.